AURIGNAZIANO · ≈40.000 ANNI · AVORIO DI MAMMUT
Uomo-leone
Una figura con corpo umano e testa di leone
Chi la scolpì combinò tratti umani e animali. Non sappiamo che cosa rappresentasse per la sua comunità.
Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.
Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata
Ricostruzione fornita al progetto. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. Materiali, finitura, proporzioni e dettagli visibili possono differire dall’originale. L’immagine serve da supporto visivo; la scheda e le sue fonti distinguono ciò che è documentato da ciò che è interpretato.
Esplora in 3D

Il modello viene scaricato solo quando lo apri. Trascina o usa i tasti freccia per ruotarlo; + e − per avvicinare e allontanare. Chiudendolo si libera la memoria che occupa.
Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala espositiva è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita è conservata integralmente. Interpretazione dell’Uomo-leone di Hohlenstein-Stadel; non certifica la posizione esatta dei frammenti, il dettaglio dell’avorio né la ricostruzione materiale dell’originale.
Storia e contesto
Frammenti scavati nel 1939 a Hohlenstein-Stadel furono riuniti nel corso di decenni fino a formare una figura di circa 31 centimetri. Scolpire l’avorio di una zanna richiedeva di dividerne la curva, pianificare il volume e sostenere un’immagine che non copiava semplicemente un animale osservato.
«Uomo-leone» o Löwenmensch descrive la combinazione visibile. Che fosse divinità, spirito, narratore, maschera o figura femminile/maschile rimane aperto; lo sforzo straordinario non ne traduce da solo il significato.
Cosa sappiamo e cosa interpretiamo
Antropomorfismo, tratti leonini, materiale, contesto e data sono documentati. Identità, sesso e mitologia sono ipotesi. Il rimontaggio moderno fa parte della biografia del reperto.
Dati del catalogo
- Data
- ≈40.000 anni · Aurignaziano
- Luogo
- Hohlenstein-Stadel · Giura svevo, Germania
- Materiale e altezza
- Avorio di mammut · ≈31 cm
- Ritrovamento
- Frammenti scavati nel 1939
UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI
Reperti collegati nel tempo
Segui un argomento tra le collezioni. Condividere un’etichetta permette di confrontare i reperti; non dimostra che una cultura ne abbia influenzata un’altra.
L’ordine usa il punto medio di ogni data approssimativa; gli intervalli possono sovrapporsi. La distanza non rappresenta il tempo trascorso. Scorri, trascina o usa le frecce. Con la sequenza selezionata, usa ← / →, Home o Fine.
Marfil11 piezas fechadas
Stai visualizzando≈40.000 anni · Aurignaziano
Uomo-leone
Preistoria
Età approssimativa del catalogo; riferimento editoriale 2026 solo per l’ordinamento, non datazione calibrata.
Scheda attuale
≈40.000 anni · Aurignaziano
Date sovrapposteHohle Fels
Preistoria
Età approssimativa del catalogo; riferimento editoriale 2026 solo per l’ordinamento, non datazione calibrata.
Vedi la scheda
≈28.000 anni cal BP · per associazione funeraria
Figura articolata di Brno II
Preistoria
≈28.000 cal BP convertiti con origine nel 1950; datazione per associazione funeraria. È una conversione approssimativa di scala per ordinare, non una nuova calibrazione radiocarbonica.
Vedi la scheda
≈28.000 anni
Lespugue
Preistoria
Età approssimativa del catalogo; riferimento editoriale 2026 solo per l’ordinamento, non datazione calibrata.
Vedi la scheda
≈23.000–21.000 anni
Bisonte di Zaraysk
Preistoria
Età approssimativa del catalogo; riferimento editoriale 2026 solo per l’ordinamento, non datazione calibrata.
Vedi la scheda
3600–3200 a.C. · Naqada II C–D
Coltello di Gebel el-Arak
Egitto
Datazione approssimativa secondo la scheda.
Vedi la scheda
ca. 3300–3100 a.C.
Etichette di Naqada
Egitto
Contesto dell'insieme di etichette e supporti, non di un singolo pezzo.
Vedi la scheda
ca. 3100–2900 a.C.
Tavolette d'avorio
Egitto
Contesto dell'insieme di tavolette ed etichette.
Vedi la scheda
IX–VIII secolo a.C.
Avorio a Nimrud
Fenicia
Quadro di un insieme di avori, non di un’unica scultura.
Vedi la scheda
Fine del VII–prima metà del VI secolo a.C.
Avorio con nomi
Fenicia
Si usano i secoli VII–VI a.C. nella loro intera estensione come quadro esterno di ordinamento; la scheda precisa la fine del VII e la prima metà del VI.
Vedi la scheda
Fine del III–IV secolo d.C.
Bambola articolata di Tarragona
Etruschi e Roma
Si usano i secoli III–IV d.C. nella loro intera estensione come quadro esterno di ordinamento; la scheda precisa la fine del III e il IV secolo.
Vedi la scheda
Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (1)
Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.
- Il Nilo verso la NubiaEgitto · ca. 3300–2800 a.C.
Uno sguardo più da vicino
Lettura di circa 4 min · Sezioni: 7. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .
Anche il tempo investito fa parte del reperto
Una riproduzione sperimentale citata dalla conservatrice Jill Cook richiese oltre quattrocento ore con strumenti simili a quelli paleolitici. Non è un cronometro dell’originale, ma un modo di apprezzare la resistenza dell’avorio e il lavoro nascosto dalla sua superficie. La figura fu rinvenuta in una camera interna buia con pochi resti di attività rispetto ad altri luoghi abitati della regione. Questo contrasto permette di ipotizzare un uso speciale dello spazio; non rivela da solo una religione né la trama di un mito.
- Museo · British Museum · Jill Cook, The Lion Man: an Ice Age masterpieceConsultazione registrata: .
Le gambe sfruttano la forma della zanna
L’avorio non era un blocco di forma qualsiasi. La zanna aveva una cavità naturale a una delle estremità e chi scolpì la figura la sfruttò per separare le gambe. Rimuovendo parte delle pareti poté ottenere lo spazio fra entrambe. Anche la lunghezza e lo spessore della zanna condizionavano la postura e le braccia aderenti al corpo. Guardare il reperto in questo modo permette di apprezzare una soluzione concreta: il progetto si adattò al materiale disponibile, invece di ignorarne la forma.
- Museo · Museum Ulm · Die Figur: materiale, lavorazione e dettagli dell’Uomo-leoneConsultazione registrata: .
Piccoli dettagli sul lato sinistro
Vale la pena soffermarsi su zone meno appariscenti della testa. Il braccio sinistro presenta incisioni orizzontali con piccoli rilievi fra loro. Vi sono anche segni sottili sull’orecchio sinistro e sulla pianta del piede dello stesso lato. Sono dettagli documentati dal museo, non aggiunte di una ricostruzione immaginaria. Il significato rimane sconosciuto, ma mostrano che l’attenzione dello scultore non si limitava alla sagoma generale. Una fotografia frontale può nasconderli; le viste laterali e i dettagli dell’originale aiutano a trovarli.
- Museo · Museum Ulm · Die Figur: materiale, lavorazione e dettagli dell’Uomo-leoneConsultazione registrata: .
I due lati non sono identici
Durante il nuovo restauro sono state osservate differenze fra i due lati della figura. L’orecchio e il braccio destri sono meno elaborati dei sinistri. Il corpo, inoltre, si restringe a tratti dalle spalle verso il basso. Queste irregolarità fanno parte dell’oggetto e meritano di essere conservate in una riproduzione fedele. Non permettono di identificarne l’autore né di sapere perché interruppe il lavoro in un determinato punto. Ricordano però che una scultura antica non deve essere perfettamente simmetrica per mostrare una lavorazione molto accurata.
- Museo · Museum Ulm · Tier und Mensch: anatomia e osservazioni del restauroConsultazione registrata: .
Tornare sul luogo del ritrovamento cambiò la figura
Nel 2009 gli archeologi individuarono nuovamente il punto in cui erano comparsi i frammenti originali e recuperarono altri pezzi. Il restauro del 2012 e 2013 poté incorporarli in un insieme di oltre trecento frammenti. Non si trattava semplicemente di riempire lacune perché la figura sembrasse completa: i nuovi raccordi permisero di osservare dettagli prima mancanti. Per questo le fotografie di diversi montaggi non mostrano sempre esattamente lo stesso aspetto. La data e la documentazione di un’immagine contano quanto la sua nitidezza.
- Museo · Museum Ulm · The Lion Man: contesto e ricostruzione del 2012–2013Consultazione registrata: .
Una figura in un paesaggio di ritrovamenti
Le grotte del Giura svevo conservano molto più di questa scultura. Nelle valli dell’Ach e del Lone sono stati trovati animali scolpiti, ornamenti e flauti. L’UNESCO protegge un insieme di sei grotte con il loro ambiente, perché anche la relazione tra oggetti, strati archeologici e paesaggio fa parte del loro valore. Confrontare l’Uomo-leone con quei reperti permette di apprezzare scelte diverse: rappresentare un animale riconoscibile, trasformare il corpo umano o fabbricare uno strumento. Non obbliga ad attribuire loro la stessa funzione o cerimonia.
- Patrimonio · UNESCO · Caves and Ice Age Art in the Swabian JuraConsultazione registrata: .
Anche gli animali facevano parte della vita quotidiana
Le comunità della regione vivevano fra animali che conoscevano attraverso la caccia e i rischi dell’ambiente. I resti di focolari, strumenti e ornamenti situano le figure in quella vita quotidiana. Alcune sculture rappresentano grandi prede; altre, uccelli, pesci o predatori. Questa varietà impedisce di ridurre tutte le immagini a istruzioni di caccia. Il leone di questa figura rimanda a un animale reale, anche se la sua combinazione con tratti umani non esiste in natura. Riconoscere entrambi gli aspetti è più utile che inventargli un nome o una biografia.
- Museo · Museum Ulm · The Lion Man: contesto e ricostruzione del 2012–2013Consultazione registrata: .
Immagini di riferimento e provenienza
Vedi la fotografia ingrandita ⛶Originale frammentario ricomposto; lacune e lamelle conservate.
Originale documentario · corrispondenza esatta
Dagmar Hollmann · Museum Ulm · Inventario: Número de acceso no confirmado
Posizione e territorio
SITO ARCHEOLOGICO LOCALIZZATO
Hohlenstein-Stadel · GermaniaIndicatore del riparo nel Giura svevo.Dove è conservato
Museum Ulm
Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata
La collezione appartiene al Museum Ulm. La sua sede è in ristrutturazione: il museo annuncia la presentazione temporanea dell’Uomo-leone alla kunsthalle weishaupt fino al 4 ottobre 2026 e il ritorno a gennaio 2027. Informazioni consultate il 18 settembre 2026; conferma la sede prima di partire.
L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.
Fonti e riferimenti
- Museum Ulm · Archeologia
- British Museum · Jill Cook, The Lion Man: an Ice Age masterpiece
- Museum Ulm · Die Figur: materiale, lavorazione e dettagli dell’Uomo-leone
- Museum Ulm · Tier und Mensch: anatomia e osservazioni del restauro
- Museum Ulm · The Lion Man: contesto e ricostruzione del 2012–2013
- UNESCO · Caves and Ice Age Art in the Swabian Jura
Ti è piaciuta questa scheda?
La tua opinione ci aiuta a migliorare il museo. Puoi cambiarla quando vuoi.
Caricamento della tua valutazione…