NEOLITICO PRECERAMICO B · VIII MILLENNIO A.C. · SELCE
Coltelli di Nahal Hemar
Ciò che possiamo imparare da un filo usato
L’usura aiuta a studiare questi coltelli. Il loro possibile rapporto con pratiche funerarie rimane un’interpretazione.
Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.
Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata
Ricostruzione fornita al progetto. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. I materiali, la finitura, le proporzioni e i dettagli visibili possono differire dall’originale. Il manico e la sua legatura sono una proposta visiva; non rappresentano un’immanicatura di questo insieme confermata dalla ricerca.
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Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala di esposizione è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita viene conservata integralmente. Rappresentazione fornita per la scheda dei coltelli di Nahal Hemar. L’associazione tematica non identifica da sola un pezzo inventariato; fili, manici e assemblaggi sono interpretativi.
Storia e contesto
Nella grotta di Nahal Hemar, vicino al Mar Morto, furono deposte numerose lame di selce. Molte presentano due tacche opposte vicino alla base: questa forma caratterizza i cosiddetti coltelli di Nahal Hemar. Lo studio dell’usura mostra che diverse lame furono usate prima di essere lasciate lì.
La presenza di resti umani e oggetti poco comuni ha portato a ipotizzare pratiche funerarie. Uno studio del 2020 ha proposto che alcuni coltelli potessero essere intervenuti nel trattamento dei cadaveri. È un’interpretazione dell’insieme, non una scena dimostrata per ogni lama.
Cosa sappiamo e cosa interpretiamo
Le lame, le loro tacche e le tracce d’uso sono documentate. La ricostruzione fornita non è collegata a un inventario preciso: il suo lungo manico non viene presentato come un’immanicatura archeologica accertata. Non dimostra nemmeno chi abbia usato i coltelli né un rituale preciso.
Dati del catalogo
- Data
- VIII millennio a.C. · contesto preceramico B
- Luogo
- Grotta di Nahal Hemar · deserto della Giudea, Israele
- Materiale archeologico
- Lame di selce · molte con due tacche basali
- Portata
- Scheda di un insieme · non di una lama inventariata
UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI
Reperti collegati nel tempo
Segui un argomento tra le collezioni. Condividere un’etichetta permette di confrontare i reperti; non dimostra che una cultura ne abbia influenzata un’altra.
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Sílex3 piezas fechadas

≈12.000 anni BP
Punte di freccia
Preistoria
≈12.000 BP convertiti con origine nel 1950. È una conversione approssimativa di scala per ordinare; non una nuova calibrazione radiocarbonica.
Vedi la scheda
Stai visualizzandoVIII millennio a.C. · contesto preceramico B
Coltelli di Nahal Hemar
Preistoria
Data dell’insieme delle lame e del loro contesto preceramico, non di una lama inventariata.
Scheda attuale
3600–3200 a.C. · Naqada II C–D
Coltello di Gebel el-Arak
Egitto
Datazione approssimativa secondo la scheda.
Vedi la scheda
Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (1)
Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.
- Rame e pietraEgitto · circa 3100–2700 a.C.
Uno sguardo più da vicino
Lettura di circa 4 min · Sezioni: 9. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .
Il filo conserva una storia di lavoro
Per studiare una lama non basta chiamarla coltello. Si confrontano la sua fabbricazione e le tracce microscopiche del bordo. Lo studio dell’insieme indica usi precedenti al deposito e propone l’arrivo di oggetti in momenti diversi. Non descrive un’unica cerimonia che riunisse tutti i pezzi contemporaneamente.
- Ricerca · Borrell, Ibáñez e Bar-Yosef · studio degli utensili in selce (2020)Consultazione registrata: .
Un’ipotesi sul trattamento dei morti
Il gruppo ha collegato indizi di taglio di tessuti animali a un contesto che includeva resti umani e oggetti di possibile uso rituale. Ha proposto che alcune lame potessero essere usate per trattare corpi umani. Questa combinazione di indizi permette di indagare l’idea, ma non trasforma ogni taglio in una prova di sacrificio, violenza o una pratica funeraria specifica.
Il manico della ricostruzione non è un’identificazione
La scheda tratta un insieme archeologico, non un pezzo il cui numero d’inventario sia stato collegato al file fornito. Il suo coltello dal lungo manico è una ricostruzione; quel manico non dimostra un sistema di fissaggio originale. La documentazione degli utensili va consultata separatamente. Non gli si trasferiscono l’intreccio, il luogo o l’uso agricolo del coltello di Charavines.
- Ricerca · Borrell, Ibáñez e Bar-Yosef · studio degli utensili in selce (2020)Consultazione registrata: .
Non era un laboratorio di scheggiatura
Uno degli indizi è ciò che manca. L’insieme studiato nel 2020 conteneva centinaia di lame, ma non nuclei di selce né gli abbondanti scarti della loro fabbricazione. I ricercatori hanno concluso che gli utensili arrivarono preparati. Non sono i rifiuti di un laboratorio, ma una selezione trasportata fino alla grotta. L’assenza di resti di produzione limita anche la ricerca: per conoscere tutti i passaggi del lavoro bisogna confrontare le lame con laboratori documentati in altri siti.
La lama aveva gran parte della sua forma prima del ritocco
Questi coltelli furono realizzati principalmente su lame appuntite ottenute scheggiando da estremità opposte del nucleo. Molte uscivano già con una forma utilizzabile; non occorreva ritoccare tutta la superficie. Le tacche vicine alla base completavano il tipo caratteristico. Vi erano dimensioni diverse, non un’unica misura ripetuta. Le tracce di estrazioni precedenti permettono di riconoscere una pianificazione del lavoro che non appare evidente se si guarda soltanto il filo o la sagoma del coltello finito.
La tecnica aiuta a seguire i rapporti tra comunità
Chi portò i pezzi a Nahal Hemar? Il gruppo del CSIC ha confrontato la loro tecnologia con quella delle comunità vicine. Ha ritenuto più probabile un legame con i villaggi agricoli a nord che con i gruppi di cacciatori e raccoglitori del sud. È una proposta basata sui modi di fabbricare, non su un nome scritto nella pietra. La grotta permette così di interrogarsi su spostamenti e contatti: vivere in un villaggio non implicava che tutte le attività si svolgessero al suo interno, né che gli oggetti circolassero soltanto tra case vicine.
Un utensile può partecipare ad attività diverse
La ricerca confronta la grotta con diversi modi di trattare e ricordare i defunti: sepolture nelle abitazioni, trasferimenti di ossa e volti modellati sui crani. L’opposizione tra «utensile utile» e «oggetto cerimoniale» può risultare troppo rigida. I ricercatori propongono che alcune lame partecipassero a quelle pratiche, non che fossero soltanto doni deposti in seguito. Un oggetto poteva acquistare importanza per ciò in cui interveniva, oltre che per il materiale o per lo sforzo di fabbricarlo.
Altri coltelli dello stesso tipo sono emersi a Kharaysin
Nahal Hemar designa anche un tipo di coltello, non la provenienza di tutti gli esemplari. A Kharaysin, in Giordania, sono stati trovati due depositi di lame con le caratteristiche tacche, studiati nel 2022. Alcune combaciavano tra loro perché provenivano da estrazioni successive dello stesso blocco di selce. I depositi si trovavano vicino a un’area funeraria e contenevano utensili ancora utilizzabili, circostanze che hanno portato il gruppo a distinguerli da una riserva per future attività domestiche.
I segni possono raccontare anche come furono trasportati
Lo studio di Kharaysin ha identificato su una lama sfregamenti interpretati come contatto con altre lame durante l’imballaggio e il trasporto. In altre zone, i danni indicavano un fissaggio mediante manico. Sono osservazioni diverse dai segni del taglio: permettono di separare varie fasi della vita di un utensile. Non ricostruiscono automaticamente il manico dei coltelli di questa scheda, ma mostrano perché si esaminano anche le facce e la base, non soltanto il filo.
Posizione e territorio
POSIZIONE APPROSSIMATIVA
Nahal Hemar · deserto della Giudea, IsraeleDintorni della grotta in cui fu deposto l’insieme; la ricostruzione non è collegata a un singolo ritrovamento.Dove è conservato
Autorità israeliana per le antichità · parte dell’insieme all’Israel Museum
Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata
Lo studio del 2020 colloca la collezione litica studiata a Bet Shemesh, salvo 21 lame/coltelli e una falce all’Israel Museum di Gerusalemme. Non identifica la ricostruzione con un pezzo di quelle collezioni.
L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.
Fonti e riferimenti
- Borrell, Ibáñez e Bar-Yosef · studio degli utensili in selce (2020)
- CSIC · spiegazione del gruppo di ricerca sulle comunità produttrici e sul contesto funerario (2020)
- Borrell, Ibáñez e Bar-Yosef · tecnologia e selezione degli utensili di Nahal Hemar (Quaternary International, 2020; copia presso il Centre de recherche français à Jérusalem)
- Borrell e collaboratori · Production and Use of Nahal Hemar Knives: New Evidence from Kharaysin (Sidestone Press, 2022; testo dell’autore)
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