TECNOLOGIA · MAGDALENIANO · LAUGERIE-BASSE
Arpione bilaterale
Una punta con denti su entrambi i lati
I denti aiutavano a trattenere la preda. Non sappiamo quale animale fu catturato con questo pezzo.
Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.
Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata
Ricostruzione fornita al progetto. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. Materiali, finitura, proporzioni e dettagli visibili possono differire dall’originale. L’immagine serve da supporto visivo; la scheda e le sue fonti distinguono ciò che è documentato da ciò che è interpretato.
Esplora in 3D

Il modello viene scaricato solo quando lo apri. Trascina o usa i tasti freccia per ruotarlo; + e − per avvicinare e allontanare. Chiudendolo si libera la memoria che occupa.
Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala di esposizione è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita viene conservata integralmente. Interpretazione dell’arpione di Laugerie-Basse. I barbigli e le proporzioni non vengono presentati come facsimile metrico né come dimostrazione sperimentale del suo funzionamento.
Storia e contesto
Intagliato nel palco di renna, l’arpione conserva due file di barbigli in appena tredici centimetri. Unito a un’asta o a una lenza, un simile disegno poteva penetrare e rendere difficile l’uscita della punta dal corpo di una preda.
L’etichetta «caccia o pesca» riassume capacità, non una scena provata. L’oggetto si trovava nei depositi del Musée de l’Homme: appartenere a una collezione non implica un’esposizione permanente.
Cosa sappiamo e cosa interpretiamo
Materiale, barbigli, provenienza e misure sono documentati. Preda, sistema esatto di immanicatura e occasione d’uso non si conservano.
Dati del catalogo
- Data
- ≈15.000 anni · Magdaleniano
- Luogo
- Laugerie-Basse · Les Eyzies, Francia
- Inventario
- MNHN-38.189.1775
- Materiale e misure
- Palco di renna · 13 × 2,1 × 0,7 cm
UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI
Reperti collegati nel tempo
Segui un argomento tra le collezioni. Condividere un’etichetta permette di confrontare i reperti; non dimostra che una cultura ne abbia influenzata un’altra.
L’ordine usa il punto medio di ogni data approssimativa; gli intervalli possono sovrapporsi. La distanza non rappresenta il tempo trascorso. Scorri, trascina o usa le frecce. Con la sequenza selezionata, usa ← / →, Home o Fine.
Asta1 pieza fechada
Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (1)
Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.
- Propulsore del cerbiattoPreistoria · Maddaleniano medio
Uno sguardo più da vicino
Lettura di circa 3 min · Sezioni: 7. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .
Si viveva anche di piccole prede
Il Muséum collega queste punte allo sviluppo magdaleniano degli utensili in osso, avorio e palco e ricorda il peso di pesci, uccelli e piccoli mammiferi nei resti degli insediamenti. È un contrappeso alle scene dominate da grandi animali che solitamente rappresentano il Paleolitico. Questo arpione proviene dalle collezioni riunite da Paul de Vibraye nel XIX secolo ed entrò nel museo nel 1896. La sua storia combina una tecnologia antica con il processo moderno che rese visibile quella diversità alimentare.
- Museo · Muséum national d’Histoire naturelle — Harpon à double rang de barbeluresConsultazione registrata: .
Una punta, diverse parti da osservare
La punta centrale e le due file di denti svolgono ruoli diversi: una apre il passaggio; le altre rendono difficile il distacco dell’oggetto. Osserva anche l’estremità opposta, dove andava risolta l’unione con il resto dell’equipaggiamento. Il nome «arpione» ci fa spesso immaginare automaticamente un pescatore, una corda e un manico di legno. Tuttavia, ciò che si conserva qui è un pezzo di palco. La fotografia da sola non mostra come fosse montato l’intero strumento.
- Museo · Muséum national d’Histoire naturelle — Harpon à double rang de barbeluresConsultazione registrata: .
Lavorare il palco richiedeva decisioni
Il palco non diventa un utensile soltanto affilando un’estremità. Lo studio delle industrie ossee distingue operazioni come raschiatura, scanalatura e segatura, che permettono di ottenere supporti e dar loro forma. Riconoscere queste operazioni aiuta a separare il materiale di partenza dal prodotto scelto. In questo pezzo vediamo il risultato; per ricostruire tutta la fabbricazione bisognerebbe studiarne i segni e confrontarli con altri esemplari. Non basta che un procedimento moderno produca una forma simile.
Era davvero un arpione?
In senso tecnico, un arpione si definisce per il suo funzionamento, non solo per la presenza di denti. Il ricercatore Jean-Marc Pétillon avverte che la forma di molte punte magdaleniane non permette di assicurare che fossero teste staccabili trattenute da una lenza. Alcune potrebbero aver fatto parte di altri equipaggiamenti da caccia. «Punta a barbigli» è quindi una descrizione più prudente quando mancano i pezzi del montaggio. La denominazione tradizionale del museo viene mantenuta, ma non trasforma una ricostruzione possibile in una certezza.
- Ricerca · Jean-Marc Pétillon — Des barbelures pour quoi faire? (Palethnologie, 2009)Consultazione registrata: .
Anche le ossa degli animali contano
Per verificare se queste punte fossero legate in particolare alla cattura di piccoli animali, Pétillon ne ha confrontato l’abbondanza con i resti faunistici di siti a nord dei Pirenei. Il risultato non ha confermato un rapporto chiaro. Questo insegna una cosa importante: trovare pesci e una punta dentata in una regione non dimostra che quella punta fosse usata per pescarli. Bisogna confrontare contesti, frequenze e tracce. La domanda rimane aperta senza rendere per questo lo strumento meno interessante.
- Ricerca · Jean-Marc Pétillon — Des barbelures pour quoi faire? (Palethnologie, 2009)Consultazione registrata: .
Un confronto molto più antico
A Katanda, nell’attuale Repubblica Democratica del Congo, sono state trovate punte ossee dentate di circa 90.000–80.000 anni fa, associate dai ricercatori alla pesca di grandi siluri. Sono molto più antiche di questo pezzo francese e appartengono a un altro contesto. Confrontarle evita di raccontare la storia come se ogni soluzione tecnica fosse nata una sola volta in Europa. Una somiglianza di forma permette di porre domande su esigenze simili, ma non dimostra una catena diretta di trasmissione tra i due luoghi.
- Museo · Smithsonian Human Origins — Katanda bone harpoon pointConsultazione registrata: .
Un equipaggiamento non era fatto di un solo materiale
Le collezioni del Paleolitico recente combinano utensili di pietra con altri di osso, palco e avorio. Ogni materiale offriva possibilità diverse; le comunità sperimentarono e svilupparono propri insiemi regionali. Per questo l’arpione si comprende meglio accanto agli utensili usati per lavorarne le superfici, non come un’invenzione isolata. Un buon esercizio è confrontare il pezzo con un ago: entrambi sfruttano materiali animali, ma la loro forma risponde a compiti diversi. Non sono tappe di una stessa scala del progresso.
- Museo · Smithsonian Human Origins — Later Stone Age toolsConsultazione registrata: .
Posizione e territorio
SITO ARCHEOLOGICO LOCALIZZATO
Laugerie-Basse · FranciaIndicatore del riparo archeologico a Les Eyzies.Dove è conservato
Musée de l’Homme · MNHN
Pezzo o insieme della scheda · Biblioteca o archivio
La scheda istituzionale lo colloca nei depositi.
L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.
Fonti e riferimenti
- Muséum national d’Histoire naturelle — Harpon à double rang de barbelures
- Jean-Marc Pétillon — Écrire l’histoire des techniques: les industries osseuses du Paléolithique récent
- Jean-Marc Pétillon — Des barbelures pour quoi faire? (Palethnologie, 2009)
- Smithsonian Human Origins — Katanda bone harpoon point
- Smithsonian Human Origins — Later Stone Age tools
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