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FAUNA · FONTE DI CIBO · ASIA E AFRICA

Gazzella persiana

Gazzelle: la preda che nutrì i cacciatori per millenni

Veloci, gregarie e abbondanti, le gazzelle furono per millenni una delle carni più consumate nell’Asia sud-occidentale.

Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.

RICOSTRUZIONE FORNITA · INTERPRETAZIONE VISIVA

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione fornita al progetto insieme al modello 3D del pezzo. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. Materiali, finitura, proporzioni e dettagli visibili possono differire dall’originale. La scheda e le sue fonti distinguono ciò che è documentato da ciò che è interpretato.

Ricostruzione fornita: maschio di gazzella persiana di profilo, con corna anellate curvate all’indietro, dorso bruno sabbia e ventre bianco, su sfondo nero.
RICOSTRUZIONE FORNITA · INTERPRETAZIONE VISIVA

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione fornita al progetto insieme al modello 3D del pezzo. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. Materiali, finitura, proporzioni e dettagli visibili possono differire dall’originale. La scheda e le sue fonti distinguono ciò che è documentato da ciò che è interpretato.

Esplora in 3D

Il modello viene scaricato solo quando lo apri. Trascina o usa i tasti freccia per ruotarlo; + e − per avvicinare e allontanare. Chiudendolo si libera la memoria che occupa.

Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica; la geometria fornita è conservata integralmente. Il modello è esposto a grandezza naturale approssimativa: circa 0,68 m al garrese e 1,05 m fino alla punta delle corna, la taglia di un maschio adulto di gazzella persiana. Mantello, segni, corna e proporzioni individuali sono scelte di rappresentazione; non è un esemplare rinvenuto negli scavi.

Storia e contesto

Le gazzelle vivono nelle steppe e nei semideserti dell’Asia e dell’Africa. Nell’Asia sud-occidentale furono, per decine di migliaia di anni, una delle prede più importanti dei gruppi umani. Nel Levante meridionale, la gazzella di montagna fu la preda principale dal Paleolitico medio fino al Neolitico preceramico, circa 9.500 anni fa.

La gazzella persiana (Gazella subgutturosa), la specie di questa sala, percorreva le steppe dell’Alta Mesopotamia. A Göbekli Tepe le sue ossa compaiono, insieme a quelle dell’uro, tra i principali resti di caccia, e i ricercatori collegano i raduni nel sito al passaggio dei branchi tra la metà dell’estate e l’autunno. Millenni dopo, quando la carne proveniva soprattutto dal bestiame domestico, ci furono abbattimenti di massa che, secondo uno studio del 2011, contribuirono alla quasi scomparsa della specie dal Levante.

Cosa sappiamo e cosa interpretiamo

Fatto documentato: le ossa di gazzella dominano molti insiemi faunistici di caccia dell’Asia sud-occidentale, e a Göbekli Tepe la gazzella figura, insieme all’uro, tra gli animali più cacciati. Interpretazione: la relazione tra il passaggio stagionale dei branchi e i raduni nel sito è una proposta dei ricercatori. Il modello non riproduce un esemplare rinvenuto negli scavi.

La specie e la sua importanza come preda sono documentate da resti ossei. Mantello, segni e proporzioni dell’immagine e del modello sono un’interpretazione; non riproducono un individuo specifico. In questa specie, le corna sono proprie soprattutto dei maschi.

Dati del catalogo

Specie
Gazella subgutturosa · gazzella persiana o gozzuta
Habitat
Steppe e semideserti dell’Asia, dall’Anatolia e dall’Arabia alla Mongolia e alla Cina
Ruolo nella Preistoria
Una delle prede principali dell’Asia sud-occidentale prima dell’allevamento
A Göbekli Tepe
Tra gli animali più cacciati, insieme all’uro · ≈9600–8200 a.C.
Rapporto con Sarımğara
Fauna della steppa intorno a Çakmaktepe · compare nel gioco
Stato attuale
Vulnerabile secondo la IUCN

Uno sguardo più da vicino

Lettura di circa 2 min · Sezioni: 4. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .

Una preda abbondante per millenni

Nel Levante meridionale, la gazzella di montagna fu la preda principale da circa 200.000 anni fa fino a circa 9.500 anni fa. Uno studio del 2022 propone che l’impatto umano ne abbia ridotto il numero e abbia permesso che, in media, le gazzelle fossero più grandi: prima con una caccia più intensa e poi con l’agricoltura, la gestione degli animali e i villaggi permanenti. La gazzella persiana di questa sala è un’altra specie, propria di steppe più orientali e settentrionali.

Branchi che scandivano il calendario

A Göbekli Tepe sono state trovate numerose ossa rotte e bruciate di animali cacciati, soprattutto uri e gazzelle. I ricercatori propongono che la gente vi si riunisse tra la metà dell’estate e l’autunno, quando passavano le gazzelle, e che il cibo fosse preparato per essere consumato subito, non per essere conservato.

Quando la caccia smise di essere sostenibile

A Tell Kuran, nella Siria nord-orientale, un grande deposito di ossa di gazzella persiana del IV millennio a.C. mostra abbattimenti di massa quando la carne proveniva ormai soprattutto dal bestiame. Gli autori sostengono che quella caccia alterò le migrazioni e contribuì alla quasi scomparsa della specie nel Levante.

Come riconoscere la gazzella persiana

Il suo nome allude all’ingrossamento della laringe, più visibile nei maschi. A differenza di altre gazzelle, le femmine di solito sono prive di corna. In molte zone del suo areale è molto diminuita e lì sopravvive soprattutto in luoghi remoti o riserve protette. La IUCN la considera vulnerabile.

Posizione e territorio

Vera mappa fisica del mondo con percorsi dell'evoluzione umanaLinea costiera mondiale contemporanea tratta da Natural Earth, in proiezione equirettangolare. Le impronte sovrapposte ti consentono di navigare attraverso ogni tappa fondamentale.Base cartografica: Natural Earth 1:110m · pubblico dominio · costa contemporanea di riferimento

AMBITO REGIONALE

Alta Mesopotamia · dintorni di Göbekli TepeIndicatore regionale orientativo: segnala il sito in cui è stata studiata la fauna cacciata, non l’intero areale della specie né il luogo di cattura di un esemplare.

Fonti e riferimenti

Approfondisci queste informazioni · studio scientifico

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