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TRACEKEEPERS
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SUONO · AURIGNAZIANO

Flauto di Hohle Fels

Uno strumento per fare musica

Sopravvivono quattro fori; un quinto viene ricostruito all’estremità spezzata.

Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.

Immagine 1 di 2 · Principal
RICOSTRUZIONE DALL'ORIGINALE · IA · CC BY-SA 4.0

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Tomatenpflanze / Wikimedia Commons, contrasto di Sémhur, CC BY-SA 4.0. Elaborazione interpretativa con IA. Rinvenuto nel 2008 in dodici frammenti; quattro fori conservati, quinto probabile perduto all’estremità. La nuova illuminazione accentua i fori; non va usata per misurarne forma o diametro. Non certifica tutte le microfratture né permette di ricostruire il foro perduto. La foto alternativa di Hannes Wiedmann è stata esaminata ma non inviata a ImageGen: estremità lontana fuori fuoco. Non è una fotografia archeologica né una restituzione certificata. Microdettagli, finitura e colore sono approssimazioni interpretative.

Tracekeepers / OpenAI ImageGen; fotografia di partenza: Tomatenpflanze; contrasto di Sémhur · Urgeschichtliches Museum Blaubeuren (URMU) · Inventario: 1977-0119-0089-9000 · CC BY-SA 4.0

Immagine 1 di 2 · Principal
Elaborazione interpretativa con IA del flauto originale in osso di avvoltoio di Hohle Fels, con quattro perforazioni conservate ed estremità incomplete, su nero.
RICOSTRUZIONE DALL'ORIGINALE · IA · CC BY-SA 4.0

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Tomatenpflanze / Wikimedia Commons, contrasto di Sémhur, CC BY-SA 4.0. Elaborazione interpretativa con IA. Rinvenuto nel 2008 in dodici frammenti; quattro fori conservati, quinto probabile perduto all’estremità. La nuova illuminazione accentua i fori; non va usata per misurarne forma o diametro. Non certifica tutte le microfratture né permette di ricostruire il foro perduto. La foto alternativa di Hannes Wiedmann è stata esaminata ma non inviata a ImageGen: estremità lontana fuori fuoco. Non è una fotografia archeologica né una restituzione certificata. Microdettagli, finitura e colore sono approssimazioni interpretative.

Tracekeepers / OpenAI ImageGen; fotografia di partenza: Tomatenpflanze; contrasto di Sémhur · Urgeschichtliches Museum Blaubeuren (URMU) · Inventario: 1977-0119-0089-9000 · CC BY-SA 4.0

Esplora in 3D

Il modello viene scaricato solo quando lo apri. Trascina o usa i tasti freccia per ruotarlo; + e − per avvicinare e allontanare. Chiudendolo si libera la memoria che occupa.

Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala espositiva è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita è conservata integralmente. Associata al flauto di Hohle Fels in base alla consegna dell’utente. Forma, perforazioni e superficie del modello non certificano le misure né lo stato conservato del reperto archeologico.

Storia e contesto

Circa 40.000 anni fa, qualcuno scelse il radio cavo di un grifone e lo trasformò in un flauto. I suoi dodici frammenti furono rinvenuti nel 2008 a soli settanta centimetri dalla figurina femminile di Hohle Fels.

Il reperto ricostruito misura 21,7 centimetri e conserva quattro fori; l’estremità spezzata rende probabile un quinto. Arte figurativa e musica condividevano lo stesso orizzonte, ma non sono sopravvissuti né la scala esatta né il repertorio.

Cosa sappiamo e cosa interpretiamo

L’imboccatura, i fori e le tracce di lavorazione permettono di identificarlo come strumento. Non sappiamo quali melodie suonasse né in quali contesti.

Dati del catalogo

Data
≈35.000–40.000 anni
Luogo
Hohle Fels, Germania
Materiale
Radio di grifone
Misura
21,7 cm · quattro fori conservati · quinto probabile

UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI

Reperti collegati nel tempo

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Hueso6 piezas fechadas

1 / 6Al centro: Flauto di Hohle Fels

Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (3)

Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.

Uno sguardo più da vicino

Lettura di circa 4 min · Sezioni: 7. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .

Il bordo dove l’aria diventa suono

L’estremità del flauto conserva un taglio obliquo che forma una tacca: non è soltanto un tubo forato. Questo dettaglio orienta la ricostruzione del modo in cui si soffiava, anche se il museo di Blaubeuren avverte che lo stesso meccanismo non può essere esteso a tutti i flauti della regione. Anche la lunghezza dell’osso offre un limite utile: lo strumento completo non doveva essere molto più lungo. Una ricostruzione sonora dipende da questi piccoli vincoli materiali, non dall’attribuzione di una melodia moderna.

Non fu rinvenuto un flauto isolato

Hohle Fels, Geißenklösterle e Vogelherd hanno restituito flauti o frammenti di strumenti realizzati con ossa di uccelli e avorio di mammut. L’insieme permette di parlare di una tradizione musicale regionale, non soltanto di un oggetto eccezionale fabbricato una volta da qualcuno. Non dimostra neppure che i proprietari suonassero insieme: provengono da luoghi e contesti da studiare separatamente. Confrontarli serve a riconoscere soluzioni ripetute e diverse scelte di materiale. Il flauto di questa scheda si distingue per la conservazione all’interno di una storia di ritrovamenti più ampia.

Fare un tubo quando il materiale è pieno

Un flauto d’avorio di Geißenklösterle mostra un problema tecnico diverso. L’avorio era pieno: non offriva il condotto naturale di un osso d’uccello. Per fabbricare quell’altro strumento furono preparate due metà allungate, scavate all’interno e unite. Mantenere un interno regolare e una giunzione che non perdesse aria richiedeva precisione. Il confronto non attribuisce questo procedimento al flauto di Hohle Fels; aiuta a capire che i fabbricanti potevano ottenere una forma simile con lavorazioni diverse secondo il materiale scelto.

Riconoscere la musica tra i frammenti

I resti del flauto d’avorio di Geißenklösterle non furono identificati immediatamente come uno strumento. Un frammento fu inizialmente pubblicato come avorio decorato; nel 2003 Maria Malina riconobbe i fori e riunì trentuno pezzi. È un confronto utile per valutare i piccoli frammenti di Hohle Fels: una parte rotta può sembrare poco informativa finché non combacia con altre. La scoperta archeologica continua in laboratorio e nei depositi. Conservare e riesaminare i materiali permette di rispondere a domande che lo scavo non risolse inizialmente.

La musica condivideva lo spazio con altri lavori

Gli strati aurignaziani di Hohle Fels contengono strumenti di pietra e utensili in osso, palco e avorio, oltre a ornamenti e figure. Tra i resti animali compaiono specie sfruttate come alimento. Questa combinazione colloca il flauto in comunità che padroneggiavano molti lavori diversi. Non conosciamo l’occupazione di chi lo fabbricò né chi potesse suonarlo. Il contesto permette però di superare una scena troppo semplice, in cui sopravvivere e creare fossero attività incompatibili o appartenessero necessariamente a gruppi separati.

Una prova della musica, non la sua data di nascita

Lo studio che presentò i flauti nel 2009 sottolineava che la documentazione archeologica della musica è incompleta. Trovare uno strumento permette di affermare che si fabbricavano già oggetti per produrre suoni musicali; non permette di datare la prima volta in cui qualcuno cantò, segnò un ritmo o accompagnò un’altra persona. Perciò occorre distinguere «strumento conservato» da «inizio della musica». Anche un reperto molto antico costituisce un’evidenza minima di ciò che esisteva, non un inventario completo di tutti i modi di fare musica allora.

Anche le dimensioni cambiano il modo di suonare

Un altro confronto utile è il flauto in osso di cigno di Geißenklösterle. Il museo spiega che il tubo stretto è più difficile da far suonare rispetto a uno di diametro maggiore e che la lunghezza ridotta favorisce un registro acuto. Non tutte le ossa fornivano quindi strumenti equivalenti. La forma influiva sul lavoro del fabbricante e sullo sforzo dell’esecutore. Le differenze naturali fra le ossa e le parti perdute limitano anche la ricostruzione sonora: una replica può esplorare possibilità, ma non garantisce di recuperare esattamente i suoni dell’originale.

Immagini di riferimento e provenienza

Fotografia dell’originale: Flauto di Hohle Fels, 1977-0119-0089-9000.Vedi la fotografia ingrandita ⛶
FOTOGRAFIA ORIGINALE · Tomatenpflanze; contrasto di Sémhur · CC BY-SA 4.0

Rinvenuto nel 2008 in dodici frammenti; quattro fori conservati, quinto probabile perduto all’estremità.

Originale documentario · corrispondenza esatta

Tomatenpflanze; contrasto di Sémhur · Urgeschichtliches Museum Blaubeuren (URMU) · Inventario: 1977-0119-0089-9000

Posizione e territorio

Vera mappa fisica del mondo con percorsi dell'evoluzione umanaLinea costiera mondiale contemporanea tratta da Natural Earth, in proiezione equirettangolare. Le impronte sovrapposte ti consentono di navigare attraverso ogni tappa fondamentale.Base cartografica: Natural Earth 1:110m · pubblico dominio · costa contemporanea di riferimento

SITO ARCHEOLOGICO LOCALIZZATO

Grotta di Hohle Fels · GermaniaIndicatore del sito archeologico.

Dove è conservato

Museum für Urgeschichte und Eiszeitkunst (URMU)

Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata

Inventario 1977-0119-0089-9000; è opportuno verificare l’effettiva esposizione prima della visita.

Museum für Urgeschichte und Eiszeitkunst · URMU

Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata

Scheda esatta dell’originale; la pagina generale degli strumenti non identifica inequivocabilmente quali siano esposti ora.

L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.

Fonti e riferimenti

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