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MAGDALENIANO MEDIO · ≈18.000–16.000 ANNI

Rondella del Mas-d’Azil

Due esseri umani, due zampe d’orso e un cavallo in sette centimetri

Un piccolo disco inciso raffigura persone e animali, ma non sappiamo a cosa servisse.

Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.

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RICOSTRUZIONE FORNITA · INTERPRETAZIONE VISIVA

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione fornita al progetto. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. I materiali, la finitura, le proporzioni e i dettagli visibili possono differire dall’originale. Le facce ingrandite appartengono a questa stessa ricostruzione. Non attestano le dimensioni del foro né il tracciato esatto dei motivi originali.

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Ricostruzione fornita: interpretazione delle due facce di una rondella perforata, su fondo nero.
RICOSTRUZIONE FORNITA · INTERPRETAZIONE VISIVA

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione fornita al progetto. Non è una fotografia archeologica né un facsimile metrico. I materiali, la finitura, le proporzioni e i dettagli visibili possono differire dall’originale. Le facce ingrandite appartengono a questa stessa ricostruzione. Non attestano le dimensioni del foro né il tracciato esatto dei motivi originali.

Esplora in 3D

Il modello viene scaricato solo quando lo apri. Trascina o usa i tasti freccia per ruotarlo; + e − per avvicinare e allontanare. Chiudendolo si libera la memoria che occupa.

Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file indicano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala espositiva è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita è conservata integralmente. Interpretazione della rondella del Mas-d’Azil. Le due facce, lo spessore e i motivi non sono presentati come documentazione metrica né come prova di una funzione precisa.

Storia e contesto

Il reperto MAN 48120 fu ritagliato da una scapola e oggi misura 7,8 centimetri. L’inventario descrive due esseri umani, due zampe d’orso e un cavallo: una composizione frammentaria che obbliga a osservare entrambi i lati e le parti mancanti del bordo.

Amuleto, pedina, elemento rotante, giocattolo musicale o componente di un fuso sono proposte incompatibili tra loro. Nessuna deve nascondere il dato principale: immagine, supporto e frattura sono sopravvissuti; l’azione associata no.

Cosa sappiamo e cosa interpretiamo

Iconografia, materiale, misure, scavi di Piette e cronologia sono documentati. Funzione e racconto sono sconosciuti.

Dati del catalogo

Data
≈18.000–16.000 anni
Luogo
Mas-d’Azil · Ariège, Francia
Inventario
MAN 48120
Materiale e misura
Osso/scapola · 7,8 × 3,7 × 0,2 cm

UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI

Reperti collegati nel tempo

Segui un argomento tra le collezioni. Condividere un’etichetta permette di confrontare i reperti; non dimostra che una cultura ne abbia influenzata un’altra.

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Hueso6 piezas fechadas

2 / 6Al centro: Rondella del Mas-d’Azil

Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (3)

Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.

Uno sguardo più da vicino

Lettura di circa 3 min · Sezioni: 7. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .

Una zampa poteva rappresentare una presenza intera

Il catalogo del Musée d’Archéologie nationale confronta questo frammento con altre rappresentazioni di orsi: una placchetta di La Madeleine riunisce zampe e un salmone, mentre un bastone forato di Massat mostra una testa. Non tutti gli animali dovevano apparire interi. Questa selezione di parti amplia il modo di osservare la rondella: conta ciò che fu inciso, ma anche ciò che può essere andato perduto con il bordo. Il catalogo interpreta alcune composizioni come attacchi; sono letture di immagini frammentarie, non racconti conservati dei loro autori.

Un’immagine ha bisogno del suo numero d’inventario

Su internet circolano diversi reperti del Mas-d’Azil con lo stesso nome. Quello di questa scheda è il frammento MAN 48120, non il disco completo noto come la rondella della vacca e del vitello. Questo secondo oggetto fu rinvenuto negli scavi dei Péquart, decenni dopo quelli di Piette. Inoltre, il museo distingue sulle sue facce un uro adulto e un piccolo di bisonte: neppure il nome tradizionale sostituisce lo studio degli animali raffigurati.

Anche lo spessore conta

È utile guardare questo reperto di taglio, non soltanto avvicinarsi alle incisioni. L’originale è una lamina sottilissima di scapola: appena due millimetri di spessore. Questo cambia la nostra impressione di un oggetto che, ingrandito sullo schermo, può sembrare una medaglia spessa e pesante. Le linee delle due facce furono realizzate su quel supporto delicato. In questa scheda, la fotografia documentaria permette di verificare quale parte si conserva; una ricostruzione non deve completare senza dichiararlo i tratti mancanti.

Si poteva realizzare senza compasso

Come si ricava un disco da un osso piatto? Uno studio sperimentale pubblicato su EXARC ha confrontato diversi modi di ritagliare le rondelle. I segni prodotti lavorando a mano libera assomigliavano ad alcuni resti archeologici più di quelli ottenuti con un compasso. La conclusione non è che fossero tutte fabbricate allo stesso modo, ma che una forma abbastanza regolare non impone di supporre uno strumento che non è stato trovato. Gli scarti del ritaglio aiutano a ricostruire la lavorazione quanto il pezzo finito.

Farlo girare non chiarisce il suo uso

Nello stesso studio sono state sperimentate funzioni diverse, fra cui la rotazione delle immagini e l’impiego come componente di un fuso. Che una replica funzioni in un certo modo dimostra una possibilità, non ciò che fece il suo proprietario preistorico. Per progredire occorre confrontare l’usura delle prove con le tracce dell’originale. Per questo un’animazione di immagini alternate è utile come esperimento visivo, ma non giustifica la presentazione di questa rondella come il primo cartone animato.

I frammenti che raccontano come venivano fabbricate

A Las Caldas, nelle Asturie, sono state studiate rondelle conservate in diverse fasi di lavorazione. Alcune mostrano il ritaglio dell’osso; altre, la perforazione o una decorazione ancora incompleta. Viste insieme permettono di seguire decisioni che un pezzo terminato non lascia più osservare con altrettanta chiarezza. Il confronto con esemplari dell’area pirenaica aiuta a studiare tecniche condivise e cambiamenti nel corso del Magdaleniano. Non implica che questo specifico frammento abbia viaggiato fra quelle grotte.

Perché la collezione Piette è importante

Édouard Piette raccolse numerosi oggetti delle grotte pirenaiche e donò la sua collezione al museo nel 1904. Chiese che se ne conservassero l’organizzazione e una sala dedicata. La presentazione storica fa dunque parte della storia di questi reperti: mostra come si classificava l’arte preistorica a quell’epoca. Oggi possiamo apprezzare la collezione e al tempo stesso rivederne le interpretazioni. Conservare una vetrina antica non obbliga a mantenere intatte tutte le spiegazioni che l’accompagnavano.

Posizione e territorio

Vera mappa fisica del mondo con percorsi dell'evoluzione umanaLinea costiera mondiale contemporanea tratta da Natural Earth, in proiezione equirettangolare. Le impronte sovrapposte ti consentono di navigare attraverso ogni tappa fondamentale.Base cartografica: Natural Earth 1:110m · pubblico dominio · costa contemporanea di riferimento

SITO ARCHEOLOGICO LOCALIZZATO

Grotte du Mas-d’Azil · FranciaIndicatore della grotta e del suo museo di sito.

Dove è conservato

Musée d’Archéologie nationale

Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata

Inventario 48120.

L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.

Fonti e riferimenti

Aprire la scheda istituzionale e approfondire il reperto

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