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TRACEKEEPERS
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ORNAMENTO FUNERARIO · NEOLITICO PRECERAMICO B

Collana di «Jamila»

Una collana di oltre 2.500 perline

La collana di una bambina di Ba’ja riuniva migliaia di perline distribuite in dieci file.

Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.

Immagine 1 di 3 · Principal
RICOSTRUZIONE VISIVA DEL MONTAGGIO SCIENTIFICO · IA · PERLINE DI BA’JA CG7

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

A. Burkhardt / Ba'ja Neolithic Project, fig. 23 di Alarashi et al. (2023), PLOS ONE 18(8): e0288075, CC BY 4.0. Modifica interpretativa con IA. La fotografia mostra un montaggio scientifico moderno con componenti originali, cordame moderno e sostituti neri identificati; non una collana neolitica intatta. Non certifica il conteggio di oltre 2500 perline né l’equivalenza microscopica di ciascuna; il confronto editoriale conserva schema, sequenze principali e asimmetrie. La forma della collana è un’ipotesi museografica scientifica moderna, non una prova di cordame neolitico intatto. Non restituisce madreperla perduta, perline decomposte né cordoni antichi sconosciuti. Non è una fotografia archeologica né una restituzione certificata. Microdettagli, finitura e colore sono approssimazioni interpretative.

Tracekeepers / OpenAI ImageGen; fotografia fonte: A. Burkhardt (foto); Alarashi et al. / Ba'ja Neolithic Project · Petra Museum; esposizione del montaggio riportata dallo studio del 2023 · Inventario: Ba'ja CG7 · identificador arqueológico, no inventario de museo · CC BY 4.0

Immagine 1 di 3 · Principal
Modifica interpretativa con IA del montaggio scientifico della collana di Ba'ja CG7, con perline archeologiche originali e separatori moderni neri; non rappresenta una collana neolitica intatta.
RICOSTRUZIONE VISIVA DEL MONTAGGIO SCIENTIFICO · IA · PERLINE DI BA’JA CG7

Ricostruzione · Ipotesi visiva dichiarata

A. Burkhardt / Ba'ja Neolithic Project, fig. 23 di Alarashi et al. (2023), PLOS ONE 18(8): e0288075, CC BY 4.0. Modifica interpretativa con IA. La fotografia mostra un montaggio scientifico moderno con componenti originali, cordame moderno e sostituti neri identificati; non una collana neolitica intatta. Non certifica il conteggio di oltre 2500 perline né l’equivalenza microscopica di ciascuna; il confronto editoriale conserva schema, sequenze principali e asimmetrie. La forma della collana è un’ipotesi museografica scientifica moderna, non una prova di cordame neolitico intatto. Non restituisce madreperla perduta, perline decomposte né cordoni antichi sconosciuti. Non è una fotografia archeologica né una restituzione certificata. Microdettagli, finitura e colore sono approssimazioni interpretative.

Tracekeepers / OpenAI ImageGen; fotografia fonte: A. Burkhardt (foto); Alarashi et al. / Ba'ja Neolithic Project · Petra Museum; esposizione del montaggio riportata dallo studio del 2023 · Inventario: Ba'ja CG7 · identificador arqueológico, no inventario de museo · CC BY 4.0

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Ricostruzione digitale fornita dall’utente; i metadati del file dichiarano Tripo. Non è una scansione archeologica né una replica metrica. La scala di esposizione è indicativa, non una misura dell’originale; la geometria fornita viene conservata integralmente. Versione V2 della bambina con collana. Volto, abiti e postura sono ipotetici; non è la collana isolata né un ritratto identificato. Il modello non certifica il numero o la disposizione delle perline di Ba’ja. La versione precedente rimane archiviata.

Storia e contesto

Nel 2018, sotto il pavimento di un’abitazione di Ba‘ja, è emersa una tomba a cista. Vi era stata deposta in posizione fetale una creatura di circa otto anni. Sul petto e sul collo erano rimaste oltre 2.500 perline, una chiusura di ematite e un anello di madreperla finemente inciso. Il progetto archeologico la presenta oggi con il soprannome «Jamila»: non è un nome conservato dal Neolitico.

Le fibre sono scomparse, ma la posizione delle perline, la loro usura e le loro dimensioni hanno permesso di proporre una collana di dieci file, fino a 30 × 30 centimetri e con circa sei metri di cordame. Calcite rossa, ematite, turchese, conchiglie del Mar Rosso e due perline di ambra fossile collegavano quel villaggio nascosto tra le gole a un mondo molto più ampio.

Cosa sappiamo e cosa interpretiamo

La tomba, la distribuzione delle perline e i materiali sono documentati; l’infilatura visibile è una ricostruzione scientifica tra varie possibilità. Il sesso femminile è considerato probabile, ma non ha potuto essere confermato, e la collana da sola non dimostra rango, religione o identità della creatura.

Dati del catalogo

Data
≈7250–7000 a.C.
Luogo
Tomba CG7 · Ba‘ja, Giordania meridionale
Persona
Creatura di ≈8 anni · sesso probabile, non confermato
Composizione
>2.500 perline · dieci file · anello di madreperla
Materiali
Calcite, ematite, turchese, conchiglie e ambra fossile
Esposizione
Ricostruzione al Petra Museum dal 2021

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Uno sguardo più da vicino

Lettura di circa 4 min · Sezioni: 7. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .

L’usura permette di ricostruire una tensione scomparsa

I bordi arrotondati e le perforazioni allargate della chiusura aiutano a ipotizzare da dove tirassero i cordoni. Lo studio ha esaminato al microscopio 440 elementi per confrontare fabbricazione e uso, oltre agli allineamenti registrati nello scavo. La collana non è stata infilata solo per simmetria o gusto moderno: i pezzi conservano vincoli su come potessero toccarsi e pendere. Tuttavia, le fibre perdute lasciano alternative. La ricostruzione è una spiegazione ragionata dei rapporti tra le perline, non la scoperta di un filo neolitico intatto.

La madreperla veniva utilizzata fino all’ultimo frammento

L’anello centrale permette di avvicinarsi alle botteghe di Ba‘ja. Nel villaggio sono emersi conchiglie, frammenti non lavorati e scarti di fabbricazione di oggetti in madreperla. Ritagliando un grande anello rimanevano pezzi che potevano diventare perline e piccoli pendenti. Si conservavano persino anelli rotti per lavorarli di nuovo. Chi fabbricava questi ornamenti doveva adattare il disegno alle dimensioni e alla curvatura di una materia prima che non conveniva sprecare.

Una perlina irregolare non era necessariamente un errore

Le perline di turchese contrastano con la regolarità di molte perline di calcite. Lo studio propone una spiegazione: ottenere una sagoma circolare avrebbe obbligato a eliminare parte di un materiale apprezzato. Conservarlo poteva essere più importante che uniformare le forme. Inoltre, la loro intensa usura mostra che quelle perline avevano avuto una vita precedente alla sepoltura. Non sappiamo chi le indossò per primo, ma la collana riunì elementi con storie diverse. Il suo valore non dipendeva soltanto dal fatto che tutto apparisse appena realizzato.

La collana apparteneva a un villaggio di artigiani

La fabbricazione di ornamenti non era un’attività isolata a Ba‘ja. Gli scavi hanno individuato piccoli spazi di lavoro e abbondanti scarti di produzione di anelli in arenaria. Sono oggetti diversi dall’anello di madreperla di questa collana: non vanno confusi. I pezzi incompiuti e le fratture permettono di seguire decisioni e difficoltà del lavoro. Questo confronto colloca l’ornamento infantile all’interno di una comunità abituata a trasformare i materiali con pazienza. Ricorda inoltre che i pezzi finiti del museo rappresentano soltanto una parte del processo: nella bottega rimanevano ritagli, tentativi falliti e oggetti da terminare.

Prima di montare la collana fu necessario salvare i suoi pezzi

Le perline non erano invecchiate tutte allo stesso modo; lo studio di Alice Costes e Andrea Fischer le ha separate in gruppi secondo il loro stato di conservazione. La madreperla presentava una struttura a lamelle che richiedeva particolare attenzione. Alcune perline erano ancora aderenti tra loro e conservavano parte di un allineamento antico. Per questo pulire e separare non erano operazioni automatiche: oltre a proteggere la materia, bisognava conservare le informazioni che si potevano perdere manipolandola.

Perché il montaggio contiene sostituti visibili

Non tutte le perline potevano essere nuovamente infilate. Il rapporto documenta piccoli sostituti di schiuma di polietilene nel montaggio e una conservazione separata per altri gruppi di perline. Non si trattava di far passare pezzi moderni per antichi, ma di mostrare la composizione senza mettere in pericolo i resti più fragili. Una ricostruzione museale deve spiegare come poteva essere organizzato l’ornamento e prendersi cura di ciò che sopravvive. A volte conservare bene significa lasciare un pezzo originale fuori dal montaggio.

La tomba e la collana furono riunite in Giordania

La presentazione al Museo di Petra è stata un lavoro condiviso. Mentre si studiavano e conservavano le perline, gli specialisti giordani Hussein al-Sababha e Musa Serbil hanno ricostruito la struttura della tomba con i suoi elementi recuperati. Il progetto CARE ha riunito ricerca, conservazione e divulgazione, con una collaborazione tra istituzioni giordane ed europee. Esporre insieme la collana e il suo contesto permette di capire che non è emersa come un gioiello isolato. Mantiene inoltre il ritrovamento vicino al luogo d’origine e lo rende accessibile alle comunità della regione, oltre che a chi visita Petra.

Immagini di riferimento e provenienza

Fotografia della figura 23 dello studio: montaggio scientifico della collana di Ba’ja, con pezzi originali e sostituti moderni indicati.Vedi la fotografia ingrandita ⛶
FOTOGRAFIA DEL MONTAGGIO SCIENTIFICO · A. Burkhardt (foto); Alarashi et al. / Ba'ja Neolithic Project · CC BY 4.0

La fotografia mostra un montaggio scientifico moderno con componenti originali, cordame moderno e sostituti neri identificati; non una collana neolitica intatta.

Immagine contestuale · Corrispondenza contestuale

A. Burkhardt (foto); Alarashi et al. / Ba'ja Neolithic Project · Petra Museum; esposizione del montaggio riportata dallo studio del 2023 · Inventario: Ba'ja CG7 · identificador arqueológico, no inventario de museo

Posizione e territorio

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SITO ARCHEOLOGICO LOCALIZZATO

Ba'ja · GiordaniaIndicatore approssimativo dell’insediamento neolitico.

Dove è conservato

Petra Museum

Componente dell’insieme · In esposizione

Ricostruzione museografica della collana con le perline documentate di CG7, inaugurata nel 2021.

L’istituzione che conserva il reperto è documentata; l’esposizione al pubblico può cambiare. Consulta la sua scheda ufficiale prima di una visita.

Fonti e riferimenti

Approfondisci queste informazioni · studio scientifico

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