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05 · Penisola iberica · Tecnologia navale

Mazarrón 1

Uno scafo cucito con quattro alberi diversi

Il relitto di Mazarrón conserva diversi legni, giunzioni e riparazioni del suo scafo.

Documentazione del museo · lettura pubblica e gratuita, senza registrazione.

Immagine 1 di 2 · Principal
RICOSTRUZIONE VISIVA DICHIARATA · RISORSA EDITORIALE ESISTENTE · TRACEKEEPERS

Ricostruzione generata · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione visiva dichiarata per la contestualizzazione museografica; non è una fotografia dell’originale né una prova documentaria.

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Ricostruzione storica specifica di Uno scafo cucito con quattro alberi diversi, Playa de la Isla, Mazarrón, Murcia, Spagna, seconda metà del VII secolo a.C.
RICOSTRUZIONE VISIVA DICHIARATA · RISORSA EDITORIALE ESISTENTE · TRACEKEEPERS

Ricostruzione generata · Ipotesi visiva dichiarata

Ricostruzione visiva dichiarata per la contestualizzazione museografica; non è una fotografia dell’originale né una prova documentaria.

Storia e contesto

Sulla costa di Mazarrón, un piccolo relitto del VII secolo a.C. rivela una costruzione calcolata: chiglia di cipresso, corsi di fasciame di pino d’Aleppo, ordinate di fico e cavicchi d’olivo. La resina sigillava uno scafo pensato per navigare ed essere riparato con risorse mediterranee.

Più che una nave «fenicia» astratta, è un archivio di gesti: scegliere, curvare, unire e calafatare legni con proprietà diverse. La sua scala restituisce protagonismo a carpentieri ed equipaggi che resero possibile il contatto coloniale.

La scelta di quattro legni permette di leggere decisioni che nessun trattato navale ha lasciato: rigidità per la chiglia, tavole lavorabili per il fasciame e pezzi curvi capaci di sostenerlo. La barca conserva una sequenza di mestiere anziché il nome del suo carpentiere.

Cuciture, cavicchi e resina formavano un sistema manutenibile con strumenti e materiali disponibili negli scali costieri. La sua efficacia non dipende dal confronto con una nave moderna né dall’immaginare una grande galea oceanica.

Cosa sappiamo e cosa interpretiamo

Fatto documentato: ARQVA identifica queste specie e tecniche in Mazarrón 1, datato alla seconda metà del VII secolo a.C. Interpretazione e cautela: il relitto appartiene all’orizzonte fenicio della costa iberica, ma il legno non permette di assegnare un’identità etnica individuale a ciascun costruttore. Approfondimento documentato: ARQVA data Mazarrón 1 alla seconda metà del VII secolo a.C. e identifica cipresso, pino d’Aleppo, fico e olivo in elementi specifici dello scafo. Interpretazione e cautela ampliate: La tecnica e il contesto fenicio caratterizzano l’orizzonte del relitto, ma il legno non rivela origine individuale, lingua o appartenenza etnica di ciascun costruttore e membro dell’equipaggio.

Dati del catalogo

Data narrativa
Seconda metà del VII secolo a.C.
Luogo
Playa de la Isla, Mazarrón, Murcia, Spagna
Materiale
Cipresso · pino d’Aleppo · fico · olivo · resina
Contesto
Carpenteria navale in una rete coloniale occidentale
Lettura curatoriale
Il fatto documentato e la sua interpretazione appaiono separati nel blocco delle evidenze.
Evidenze
Contesto archeologico, materialità e cronologia.
Cautela
Non trasformare la diffusione stilistica o il contatto in dominio politico.
Copertura documentaria
2 fonti museali, patrimoniali, di corpus primari o di ricerca per questa tappa.

UNO STESSO TEMA, MOMENTI DIVERSI

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Madera13 piezas fechadas

8 / 13Al centro: Mazarrón 1

Anch’essi collegati, senza una data confrontabile (4)

Questi reperti non vengono collocati dopo gli altri: una data sconosciuta non significa che siano più recenti.

Uno sguardo più da vicino

Lettura di circa 1 min · Sezioni: 1. Lettura approfondita e fonti · accesso gratuito. Revisione editoriale registrata: .

Quali parti permettono di ricostruire l’assemblaggio

La scheda individuale dello scafo conserva nove frammenti di corsi di fasciame e quattro ordinate, oltre a una chiglia di 3,98 metri e parte di una murata. Sui lati della chiglia sono rimaste numerose mortase, resti di linguette e quasi tutti i loro perni: cavità, pezzo inserito e fissaggio possono essere confrontati materialmente. Le ordinate erano fissate mediante cuciture. Questa combinazione non è una ricostruzione basata unicamente su disegni di barche. Il catalogo segnala anche un’assenza importante: Mazarrón 1 non conserva il carico, quindi la sua documentazione tecnica è molto più completa di quella del suo ultimo trasporto.

Dove è conservato

Museo Nazionale di Archeologia Subacquea · ARQVA

Pezzo o insieme della scheda · Collezione documentata

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Fonti e riferimenti

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